Gastone

Non sono mai triste in terra di Sicilia

Messina arriviamo. Metti a frigge gli arancini.

qua

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Vi siete offesi per quello che ho detto?
Dovreste sentire cosa penso.
(via falcemartello)

;)

Shakespeare ai tempi di Facebook

è il titolo del corto che ho girato oggi, regia di un mio amico-compagno di “accademia” con il quale parteciperemo allo Shakespeare Fest al Globe di Roma. Mio padre ha fatto un cammeo con noi. Ho chiesto al mio amico com’era venuta dopo il montaggio e se mio padre fosse venuto naturale o forzato.

Ce magna n’testa è stata la sua risposta. Come a dire noi due semo du cani lui è mejo.

Bau.

Quelli tipo:

- “come stai?”

- “bene DAI”

ma DAI de che??????????? Come a dire “alla fine bene”??? “tutto sommato bene???” cazzo vor di DAI??????

Alla fine a molti de voi ve va bene cosi. Lamentavve. E non fa un cazzo pe cambia le cose, crogiolandove nel vostro finto disagio. La fori c’è un mondo che va inculato, quindi se non volete alzavve e inculavvelo va bene, ma non cacate il cazzo a noi che se lo scopamo ogni giorno sto mondo e ridemo de tutto.

haidaspicciare:

Libero De Rienzo, "Santa Maradona" (Marco Ponti, 2001).

haidaspicciare:

Libero De Rienzo, "Santa Maradona" (Marco Ponti, 2001).

Con casto cuore, con occhi
puri,
ti celebro, bellezza,
trattenendo il sangue
perché sorga e segua
la linea, il tuo contorno,
perché
tu entri nella mia ode
come in terra di boschi o in schiuma:
in aroma terrestre
o in musica marina.

Quelli che fanno i fighetti coi soldini di mammà e papà

che papà e mammà alla fine degli anni 60 erano figli di stimatissimi professionisti milionari, mettevano la kefiah e l’eskimo e andavano in piazza, si “menavano coi fascisti”, leggevano Marcuse e avevano casa piena di libri ma “borghesi borghesi ancora pochi mesi”.

Oggi te c’hai il filippino a casa (anche due) un cocker spaniel (anche due), 6 macchine, un panfilo attraccato ad anzio, villa a cortina, casa piena di libri impolverati e vai a dormire al teatro valle occupato, te vesti largo largo, bevi la peroni seduto per terra. ma in tasca la carta di credito c’ha 10.034 euro. 

Li. Mortacci. Tua.

UNA SOLUZIONE PER IL TEATRO VALLE…

Forse una soluzione per il teatro Valle ci potrebbe essere. Una soluzione che non riguarda il Valle ma tutti gli altri teatri. Fino ad oggi si è parlato di sgombero, di asta, di bandi, ecc. Si potrebbe invece agire su tutti gli altri teatri lasciando il Valle così com’è. In poche parole basterebbe che il Comune di Roma pagasse a tutti i teatri romani ogni tipo di utenza, luce, gas, riscaldamenti, immondizia ecc. Bisognerebbe evitare il pagamento di IVA, Empals, Siae e di tutti gli obblighi che hanno i teatri. Si dovrebbero mandare a casa maschere, cassiere, non pagare i tecnici e far fare le pulizie gratis a qualche giovane volentoroso. Poi è necessario applicare un prezzo politico dei biglietti e pagare il poco che rimane in nero. Si potrebbe al limite dividere gli incassi tra gli artisti. Le compagnie e gli artisti ospiti ovviamente dovrebbero dormire in teatro, la cosa si risolverebbe con qualche branda nei camerini.

Applicando queste regole ai teatri romani ben presto questa nuova consuetudine si diffonderebbe ai teatri di tutta Italia e avverrebbe una democratizzazione generale del teatro. Un’immensa liberazione.

Ogni teatro occupato dovrebbe dotarsi di un artista-regista-drammaturgo di riferimento in grado di essere il capo indiscusso del progetto artistico. Gli attori lavorerebbero gratis sotto gli ordini del neo-dittatore ma avrebbero una branda gratis nei camerini e risparmierebbero sull’affitto. I teatri in difficoltà e indebitati potrebbero annullare i loro debiti e dichiararsi occupati. Si raggiungerebbe una democratizzazione diffusa e un superamento delle “vecchie” logico assistenzialiste e spartitorie. Non si dirà più “vado a teatro” ma vado al “bene comune”. Non si capisce infatti perchè un solo teatro debba definirsi “bene comune” e gli altri no. Tutti saranno “bene comune”. Vado al “bene comune” Argentina o al “bene comune” Argot o al “bene comune” Eliseo.

In questo modo finalmente la cultura in Italia sarà democratica e diffusa, diretta dal basso e libera da lacci e lacciuoli burocratici. L’operazione non è difficile e potrà essere facilmente realizzabile. I gestori dei teatri dovranno solo appendere un cartello sulla strada con scritto “OCCUPATO” e smettere di sottostare a tutte quelle insopportabili regole vessatorie che li mettono in crisi. Poi dovranno chiamare un po’ di amici, meglio se ricchi di famiglia, e invitarli a gettarsi in questa nuova e meravigliosa avventura.

Angelo Longoni da http://educazionesentimentaledellefemmine.wordpress.com

Perché occupare il teatro Valle

è una domanda che mi sto ponendo con coerenza, e con una certa insistenza:
perché, nonostante il mondo della cultura e quello della politica sianno avversi ad un prolungamento così brutale e distruttivo di quello che doveva essere un esempio dimostrativo di tre giorni, gli occupanti persistono nel loro bivaccare all’interno di un teatro del 600, facendolo diventare qualsiasi cosa tranne che teatro?
perché proiettare film e partite, smerciare birra e pasta fredda, ballare il tango (santoddio il tango), allestire comizi pseudopolitici e allestire prove di cose che non vedrà nessuno, in un posto che ha visto nascere, nel secolo scorso, capolavori indiscussi della drammaturgia italiana?
perché arrogarsi il diritto di gestire, con conseguenze nefaste, e senza alcun titolo nè esperienza per farlo, uno spazio che avrebbe continuato a lavorare, garantendo alla città di Roma un guadagno utile di molto superiore allo sperpero di cui si vantano i blog degli occupanti?
tralasciando le responsabilità pesanti di una gestione comunale, che ha visto avvicendarsi e rimanere immobili sindaci di entrambe le fazioni ed opinionisti avulsi da qualsiasi competenza in merito, perchè si rimanda lo sgombero e si legalizza, con la complicità della poca carta stampata faziosamente coinvolta,  una situazione che attinge le sue energie dal sottobosco dopolavoristico romano, senza ormai alcun appoggio dalla frangia professionista?
perchè una conventicola di inadatti ha occupato in maniera permanente il teatro Valle di Roma?

io una risposta l’ho trovata.
semplicemente perché nel territorio romano l’abulia e l’ignoranza hanno, ora come non mai, la meglio;
non si disconoscono le leggi, ma le si infrange consapevolmente, adducendo la scusa che comunque c’è qualcuno che le sta infrangendo in modo peggiore.
ci si giustifica indicando chi fa peggio e, facendolo, si tende al peggio.
consci che il sistema teatrale italiano, nelle sue bellezze e contraddizioni, non potesse essere scardinato nè compreso, lo si umilia entrando nel suo meccanismo peggiore:
per assicurarsi una carriera non serve essere bravi ed avere talento, ma bisogna detenere il potere.
anche a costo di negare se stessi e quello per cui si dice di combattere.
senza vergogna.

da http://educazionesentimentaledellefemmine.wordpress.com

Io lo ridico

sti pischelli  de oggi so confusi perchè guardano i porni sbajati.

Andiamoinsiemeadardamangiareallemarmotteepoiamiamocisuunplaiddirombi.tumblr.com
Ho appena finito il liceo. Voglio finalmente diventare attrice. Da dove cominciare?
Anonimo

Perché in anonimo ? Dipende comunque. Dove vivi ? Hai già esperienza teatrale ? Hai fatto qualcosa? Che esperienze hai? Vai a teatro ? Leggi ? Leggi il teatro? Dipende da tutto ciò cara mia! Comunque non lo fare. Fai altro!!!! È una vitaccia !!! La più bella vitaccia che c’è ma pur sempre una vitaccia !!!!